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CANI RABBIOSI

Periferia di Roma. Due ragazzi si nutrono di violenze e di sopraffazioni tormentando le proprie vittime indifese con intimidazioni e atti al limite della violenza. Un mix di cocaina e di esaltazione rendono i due giovani vittime e carnefici di un sistema alimentato da falsi miti, dove l’uso della droga e la violenza risultano essere l’unico modo per sopravvivere nella giungla del più forte. Ma ben presto questa realtà si trasformerà in un pericoloso gioco nel quale i due ragazzi saranno risucchiati, vittime a loro volta delle torture di un maniaco che cerca solo vendetta per i torti subiti. Vecchi rancori e follia omicida si intrecciano, accompagnati con magistrale sapienza dalle musiche di Bach. Le immagini in bianco e nero spiegano il titolo, mistero e pathos intrigano lo spettatore che muterà il proprio stato d’animo passando dal rancore e dall’odio alla riflessione. Un’opera catartica in cui il pubblico compie un percorso assieme ai personaggi, vivendo intensamente ogni immagine, tra risate e sgomento. Oltre alla cruda realtà, l’arte è sempre presente e la speranza è a un passo dal cielo.

Un progetto ambiziosissimo, 2 giorni di set per 25 minuti di girato, costo di produzione: “la merenda”. Il film che Luca Papa mette in scena viene dalle sue origini, la periferia, il posto dove la “Rabbia” cresce per la mancanza di cultura, il posto dove le droghe rendono i ragazzi persi in qualcosa che non riavranno più: la vita.
Luca Papa incontra Andrea De Rosa e gli propone il personaggio, Andrea accetta per amore dell’arte, allora Luca Papa prende Andrea De Rosa di “Notte prima degli esami” e lo porta nella sua NonAvanguardia.
Luca Papa crede in un cinema libero dallo “star sistem”: l’Arte deve essere libera e per tutti, il digitale è la forza del futuro, un film si può fare anche con 2 soldi, ce l’ha dimostrato Lars von Trier con il suo Dogma 95 e Thomas Vinterberg con Festen (prima opera del manifesto).

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